News » Di chi sono i colori?
Da quando Deutsche Telekom ha imposto il brevetto per il colore chiamato "Magenta" (tra l'altro uno dei colori fondamentali della stampa su carta) i dubbi sulla liceità e opportunità di una tale azione si sono moltiplicati come funghi. Come pure i siti che sbeffeggiano o contestano la bizzarra (e secondo molti arrogante) iniziativa.
E pare che Deutsche Telekom sia intenzionata a perseguire legalmente qualunque azienda che decida di utilizzare (indebitamente ?) la storica tonalità di rosa registrata col codice CTM 002534774. Ma può davvero farlo? Di chi sono i colori?
Il magenta è uno dei primi coloranti chimici a base di anilina. Deve il suo nome alla Battaglia di Magenta, combattuta il 4 giugno 1859 da 59.000 franco-piemontesi contro 58.000 austriaci, passata alla storia come una delle più cruente e sanguinose battaglie della Seconda Guerra di Indipendenza. Forse quel colore rappresenta proprio l'enorme quantità di sangue versato in battaglia. O forse il colore degli zuavi francesi.
In ogni caso i legali del colosso delle telecomunicazioni teutonico hanno deciso che il brevetto del colore, badate bene del colore, del logo aziendale spettava a loro. Chi brevetterà l'arancio o il blu per primo potrà impedire ad altri di avere un logo di quel colore? E chi ha deciso che il magenta è di Deutsche Telekom?
Tanto più che ora la Red Bull ha acquisito la combinazione blue+silver, parte integrante del suo logo, registrandoli col codice 002534774.
Ma riflettiamo un momento: cos'è il colore? Come viene percepito dagli umani? Quale diritto abbiamo a rivendicarne la proprietà? Secondo l'UE ciò che le due aziende hanno fatto è illegale, o per lo meno non è regolato da alcuna norma specifica, quindi è come rivendicare il possesso di un bene pubblico come l'aria.
Nel frattempo non si contano i siti di protesta (soprattutto tedeschi) che gridano al mondo "FREE MAGENTA". Intanto aspettiamo che la corte di giustizia europea decida sulla controversa vicenda.

